Programma di studi archeologici e di consolidamenti nel sito di Zénobia-Halabiyé (Siria)

drapeau France

halabiya oct 2010

Università Paul-Valery Montpellier III

Direzione generale delle antichità e dei musei della Siria

Missione diretta da : Sylvie BLÉTRY,
titolare di conferenze all’università Paul-valéry Montpellier III

 

Vedere anche :

Campagna 2007

Campagna 2008

Campagna 2009

Campagna 2010

Presentazione della missione :

La missione franco-siriana dell’Università Paul-Valéry (Montpellier III) e della Direzione Generale delle Antichità e dei Musei della Siria ha condotto una prima campagna di riconoscimento nel luglio 2006. Essa si inserisce nel prolungamento delle ricerche di Jean Lauffray nel 1944/1945, pubblicate solamente nel 1983 e 1991*, che ha avuto il merito, in qualche settimana di presenza sul terreno, di erigere un piano topografico del sito, di studiarne i bastioni e le opere militari, così come le due chiese, i bagni e un certo numero di edifici civili. I due collaboratori della missione attuale, al di là dell’oggetto scientifico e patrimoniale, si accordano ugualmente su un programma di scambi e di formazione di studenti francesi e siriani.

* J. Lauffray, Halabiyya-Zénobia, Place forte du limes oriental et la haute Mésopotamie au VIe siècle, T. I, Les duchés frontaliers de Mésopotamie et les fortifications de Zénobia, Parigi, Geuthner, 1983 ; T. II, L’architecture publique, privée et funéraire, Parigi, 1991.

 Presentazione del sito. La città-fortezza di Zénobia-Halabiyé é interamente cinta di mura, più o meno totalmente preservati su tutta la loro lunghezza (circa 1400m) e su un’altezza di più di 6 metri.

Secondo Procope de Césarée (De AEdificiis, Livre II, VIII, 15-XI, 1), Giustiniano (527-565), attorno al 545, all’epoca di una tregua conclusa con i Persi che minacciavano i confini, spostò la cortina nord in modo da ingrandire la città, e integrò alle mura la collina ovest, dotandola di una fortezza ; protesse il muro parallelo all’Eufrate, progettando una diga che lo doppi e lo protegga dalle piene. La città possedeva ormai 38 bastioni traboccanti sull’esterno e cinque porte : una a Nord, la seconda a Sud e tre verso l’Eufrate. Sulla pendenza delle mura a nord, Giustiniano fece costruire un vasto praetorium di più di 600m2, su tre livelli, dei quali i soffitti poggiano su larghe colonne e su volte di mattone. Oltre a questa costruzione difensiva, Procope attribuisce all’imperatore il ripristino totale della città, ovvero dell’urbanismo. Il segno di questi lavori é visibile poichè la direzione dell’asse principale è cambiata, il cardo nord/sud della città, in rapporto alla sua asse anteriore ; si può anche osservare per i diversi orientamenti delle due chiese del sito, di cui una au Sud-Est é forse anteriore al regno di Giustiniano. L’altra a Nord/Ovest, é invece allineata sulle nuove vie principali, così come sulle isolette delle abitazioni che noi distinguiamo specialmente nella fotografia aerea.

Queste due chiese sono forse il segno  di una coesistenza di riti monofisiti e calcedoni ; quella di Sud-Est é rilevante per il suo battistero cruciforme e per i suoi decori architettonici, di cui una grande parte è stata perduta a causa di una precipitazione alla partenza di Jean Lauffray, il giorno della proclamazione dell’indipendenza della Siria. La chiesa possiede ugualmente un ( bêma)…, costruito nel corso della fase  posteriore alla costruzione iniziale. Senza alcun dubbio, era di importanza superiore alla seconda chiesa, più modesta ma della quale, una delle sacrestie é dotata anch’essa di una fonte battesimale.

Questa seconda chiesa, orientata secondo il piano datato al regno di Giustiniano é situata vicino ad uno spazio aperto, chiamato forum  da Jean Lauffray, accessibile da un portico che si apre sui decumanus, e sul quale si affaccia un insieme di grandi dimore.

Tra le costruzioni di Giustiniano, menzioniamo anche uno stabilimento di bagni integrale (palestra, apodytérium, latrine, frigidarium, tepidarium, caldarium di tre sale) alimentate in acqua attraverso un mulino.

Sempre secondo Procope, due architetti di Bisanzio avevano diretto i lavori, Jean de Byzance e Isidore de Millet il giovane, nipote dell’architetto di Sainte Sophie e responsabile dell’opera della seconda cupola di questa basilica. Questa scelta dimostra l’importanza data da Giustiniano alla riedificazione della  città.

All’esterno del sito, si sviluppano due necropoli, a Nord e a Sud, composte da semplici  tombe scavate, da sotteranei, da torri e da zone funerarie e da una cappella. All’incirca 120 tombe sono dotate, oltre del materiale funerario, di elementi di decoro, dipinti o stuccati, di graffiti e di iscrizioni e dei resti di tessuti.

Gli obiettivi scientifici :

Il lavoro compiuto da Jean Lauffrey, in due anni di missione (1944-1945) e in seguito in un soggiorno di verifica  nel 1987, è effettivamente considerabile. Tuttavia le sue preoccupazioni erano essenzialmente  di pervenire a rilevare o identificare un certo numero di complessi architettonici.  Lui non si è più di tanto occupato di definirne una cronologia fondata su dei criteri precisi di datazione : quelle che lui propone sono frutto di comparazioni stilistiche o di deduzioni storiche. D’altronde si é soprattutto legato allo studio delle vestigia visibili o molto vicine alla superficie. Ad ogni modo questa scelta era ampiamente giustificata, a fronte del lavoro che ha condotto in modo prioritario sul sito.

Gli obiettivi della missione franco-siriana Università Paul-valéry –DGAM consistono prima di tutto in una chiarificazione della stratigrafia relativa e assoluta o meno nei rimevamenti. Quelli sono destinati, a termine, a raggiungere le stratificazioni più anziane di occupazione. Si tratta in particolare di migliorare la nostra conoscenza della città all’epoca di Zenobia, di cui possediamo delle rare testimonianze, e di determinare se queste stratificazioni corrispondono effettivamente alla fondazione della città.

Inoltre se è vero che Giustiniano fece radere al suolo le mura nord (per recostruirle più tardi), noi non ne possediamo ancora nessuna indicazione sul tracciato preciso di quelle, ne delle fosse che le precedevano, ancor meno sulla datazione di queste opere difensive, che Jean Lauffray data per deduzione al Regno di Anastase (491-518). I rilevamenti stratigrafici introdotti durante la missione di riconoscimento nel luglio 2006 hanno dunque localizzato la collocazione presunta di queste antiche mura, alla destra della torre 25, e delle abitazioni, che, a detta di Procope, ingombravano questo quartiere. Loro non hanno raggiunto fino al presente che dei livelli tardivi , datati le precedenti fasi di occupazione della città ( VIIe-VIIIe siècles).

Si tratta dunque di progredire nella conoscenza della città anteriore a Giustiniano, e di determinare quale poteva essere l’organizzazione di quella.  L’antico urbanismo concorda con gli orientamenti  della chiesa di Sud-Est ? Possiamo meglio dedurre la datazione di questa chiesa, che Jean Lauffray attribuisce all’imperatore

monofosita Anastase ?

Infine, la missione franco-siriana, continuando a reggere la chiesa nord-ovest, aggiunge una parte, nel 2007, per meglio definire la natura di questi rapporti con lo spazio chiamato forum. Infatti la facciata del tiburio presenta delle tracce di erosione  che lasciano pensare che delle parti si appoggiavano e aprivano sul forum. É questo che sembrano anche indicare degli allineamenti di blocchi che affiorano in superficie. Qui si tratta senza dubbio di costruzioni tardive, ma questo è quello che le ricerche future dovranno provare. Queste costruzioni posso aver subìto un incendio. Anche le isolette di abitazioni visibili in fotografia aerea dovranno essere l’oggetto degli scavi o dei rilevamenti. Beneficiamo in effetti a Zénobia di un sito inabitato dopo la fine dell’ Antiquité, e questa specificità dovrebbe permettere uno studio dell’abitato domestico. In modo generale, questo tipo di abitazione urbana é rararamente esplorato e l’opportunità che si presenta a Zénobia dovrà essere sfruttata dalla missione franco-siriana.

Un patrimonio minacciato :

I palazzi di Zénobia-Halabiyé sono per la maggior parte edificati in blocchi di gesso con mediocri strumenti, tagliati in delle cave che sono localizzate più in basso delle mura e montate a giunture vive. Ogni  costruzione tardiva è invece costruita in blocchi di basalto, facilmente accessibile dai dintorni immediati del sito. Il gesso é un materiale estremamente sensibile all’erosione, provocata dallo scarto di temperature tipiche del clima desertico ; gli sbalzi termici sono amplificati anche dalla pioggia. A livello della giunzione tra i blocchi, ne rimane più spesso un materiale  polveroso, quello che ha indebolito gli edifici durante i terremoti, relativamente frequenti nella regione. La maggior parte delle cantine degli archi delle mura o nel praetorium si sono spostati, le chiavi di volta sono slittate, i muri sono crollati. Una chiusura di superficie delle mura e nel praetorium é stata intrapresa sotto l’egida della direzione dell’Antiquité,  che ne può costituire una soluzione a lungo termine. La missione franco-siriana ha apportato una serie di test di consolidazione sui muri della chiesa nord-ovest, procedendo a delle chiusure tra i blocchi su tutta la profondità, secondo le procedure già utilizzate dall’Antiquité tardiva,  e garantendo un impatto visuale minimo. Nello stesso spirito, ha sostenuto un muro ( a fruit prononcé) che minacciava di crollare. L’insieme delle mura, dei suoi bastioni e del praetorium resta debole e pericoloso per i visitatori. La missione franco-siriana mette al centro delle sue preoccupazioni la messa in funzione di collaborazioni per contribuire alla stabilizzazione di queste prestigiose vestigia e la loro valorizzazione. Fin d’ora è in corso un programma di perizia di vestigia in vista della loro riabilitazione e della loro presentazione al pubblico.

 Bletry  Zenobia carte situationCarta della situazione

 

Les commentaires sont fermés.