Gruppo di ricerca sull’Africa Antica (G.R.A.A.)

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Composizione dell’équipe
Omaggio a Jean-Marie Lassère (1932-2011), fondatore del G.R.A.A.

Jean Marie Lassere

Il Gruppo di Ricerca sull’Africa Antica è un gruppo pluridisciplinare fondato nel 1983 da due colleghi dell’Università Paul-Valéry Montpellier III : lo storico Jean-Marie Lassère (†) e il latinista Georges Devallet. Ad essi si sono aggiunti Jean-Noël Michaud (latiniste) e Michel Chalon (storico) ; in seguito, Paul Force (†), Jean Daude, Paul Martin…
Il G.R.A.A. riunisce storici, epigrafisti, filologi e grammatici. Costituisce parte integrante del « Réseau inter-universitaire d’étude sur l’Afrique du Nord antique et l’Islam médieval » (Rete interuniversitaria di studio sull’Africa del Nord antica e sull’Islam medievale) dell’École Pratique des Hautes Études.

Programmi

Carmina epigraphica dell’Africa antica

Nel quadro delle sue ricerche sui Carmina epigrafica d’Africa, il gruppo pluridisciplinare del G.R.A.A., che riunisce studiosi di storia e di letteratura (Michel Griffe, Laure Échalier, Anne Fraïsse, Christine Hamdoune, Jean Meyers, Sabine Fialon, Jean-Nöel Michaud, Jean-Marie Lassère, Georges Devallet), ha da poco pubblicato la raccolta dei poemi funerari epigrafici sui quali lavora da ormai diversi anni. Questo volume comprende l’edizione critica dei testi con il loro commento e una serie di studi, tratti in parte dal colloquio «Vita, morte e poesia nell’Africa del Nord antica» tenutosi a Montpellier il 7 e l’8 dicembre 2007. Il contenuto di questi lavori è multiplo e non riguarda il solo asse trasversale del «fatto religioso» : essi hanno certamente l’obiettivo di analizzare il sentimento religioso e umano di fronte alla morte presso i pagani e presso i cristiani, nel solco soprattutto dei lavori del grande epigrafista Gabriel Sanders, ma hanno allo stesso tempo come scopo lo studio dei livelli della lingua nelle iscrizioni e i rapporti che questa poesia intrattiene con la poesia classica e con i suoi grandi modelli. Queste ricerche sull’epigrafia africana riguardano dunque anche le «forme di relazione fra culture» e, in particolare, i problemi di transfert e di ricezione.
Vita, morte e poesia nell’Africa romana a partire da una selezione dai Carmina Latina Epigraphica, Christine Hamdoune (éd.), con la collaborazione di Laure Échalier, Jean Meyers e Jean-Nöel Michaud, Bruxelles, Éditions Latomus, volume 330, 2011, 397 pp., XXVIII tavole (opera pubblicata con il contributo dell’EPHE e dell’Università Paul-Valéry Montpellier III).

 

Gli atti e le passioni dei martiri africani

In uno spirito di continuità con i suoi lavori su Les Miracles de Saint Étienne (I miracoli di Saint Etienne – vedi il volume pubblicato presso Brepols nel 2006 nella collezione Hagiologia), il G.R.A.A. ha concentrato la sua attenzione sugli Atti e sulle Passioni dei martiri africani (III-V secolo d.C.), una letteratura nata nel contesto critico delle persecuzioni. Da una trentina d’anni si sta assistendo ad una rinascita degli studi agiologici, e i lavori di ricercatori  come Guy Phillipart e Marc Van Uytfanghe in Belgio, di Martin Heinzellmann, Monique Goullet e Christiane Veyrard Cosme in Francia, hanno rinnovato in maniera sensibile l’approccio al genere agiografico a lungo disprezzato dalla ricerca. Il G.R.A.A. promuove un   progetto che permetterà degli approcci pluridisciplinari multipli e una sensibile dilatazione della prospettiva diacronica. Il legame con il programma «Pouvoir de la parole et parole du pouvoir» (Potere della parola e parola del potere) si spiega attraverso il fatto che all’origine i testi agiografici erano innanzitutto dei discorsi pubblici, spesso letti durante le celebrazioni oppure in occasione della ricorrenza dell’anniversario del martirio : nella Passion de Sainte Salsa (La passione di Santa Salsa), sulla quale il gruppo lavora in questo momento, l’autore allude spesso alla natura oratoria del suo testo e al suo pubblico. E si tratta allo stesso tempo di una parola del potere ecclesiastico e di un potere della parola concepita per favorire l’imitazione dei santi. Questa dimensione retorica delle vite, delle leggende e delle passioni spiega d’altro canto la prospettiva delle recenti indagini sociolinguistiche e sociofilologiche che si sono spesso appoggiate sui testi agiografici per accreditare la tesi della lunga durata della comunicazione verticale latina nella Romania dell’alto Medioevo (vedi in particolare i lavori di M. Van Uytfanghe, R. Wright, J. Herman, K. Heene, M. Van Hacker). Questi testi presentano peraltro dei problemi di edizione critica, d’interpretaeione letteraria, linguistica, storica, teologica e archeologica (derivante dallo sviluppo del culto dei santi e dei martiri e dei luoghi che vengono loro dedicati) : gli storici della lingua, della letteratura, delle religioni e dell’Africa tardiva, cosiccome gli archeologi, potranno abbordare i testi in questione, ciascuno sotto i propri rispettivi punti di vista. D’altronde, data la volontà evidente che hanno questi testi di rimpiazzare l’antico eroe pagano con un nuovo eroe cristiano, essi intrattengono inevitabilmente dei rapporti allo stesso tempo di continuità e di rottura con le diverse forme dell’eroismo pagano, rapporti che dovranno essere esplorati con l’aiuto dei classicisti, cosiccome sarà necessario interrogarsi sulla possibile esistenza di una specificità dell’eroismo femminile nel contesto del martirio rispetto agli esempi di uomini morti per la loro fede. Infine, essendo i testi tardivi degli Atti e delle Passioni all’origine di tutta la tradizione agiografica medievale, è implicito che vi serebbe la possibilità – con l’aiuto dei medievisti – di esplorare l’influenza che questi generi hanno esercitato sull’agiografia medievale insieme agli arricchimenti e ai rinnovamenti che hanno conosciuto. Il G.R.A.A. prevede quindi – negli anni che verranno – di intraprendere l’edizione critica dei testi, la loro traduzione e il loro commento e, alla conclusione di questi lavori, di organizzare una o più giornate di studio pluridisciplinari e trasversali su questo corpus.

N.B. Sabine Fialon, membro del G.R.A.A., ha ottenuto dal ministero una borsa destinata alla realizzazione di una tesi sulle donne cristiane nell’Africa Romana secondo gli Atti e le Passioni (Chrétiennes de l’Afrique romaine d’après les Actes et Passions), tesi diretta da Christine Hamdoune e da Jean Meyers.

affiche salsa 2010

 

 

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